La convergenza tra pressioni strutturali e temi di crescita di lungo periodo sta plasmando l'attività M&A nell’industrials and services nel 2026 a livello globale.
Carenza di manodopera, pressioni geopolitiche e rischi persistenti nelle catene di approvvigionamento stanno spingendo le aziende ad effettuare operazioni di acquisizione di capacità in ambito automazione, digitalizzazione e miglioramento della produttività.
Parallelamente, gli investimenti in infrastrutture, difesa e sistemi energetici stanno rafforzando la domanda nei mercati finali di specifici settori, sostenendo operazioni straordinarie mirate nonostante l'incertezza macroeconomica e commerciale.
La ridefinizione del portafoglio rimane centrale nella strategia M&A. Le aziende stanno dismettendo attività legacy o non-core e riallocando il capitale verso business a maggiore crescita abilitati dalla tecnologia e orientati ai servizi, nel contesto di digitalizzazione, transizione energetica e sviluppo delle infrastrutture per l'IA. Si prevede che il private equity rimanga un catalizzatore importante in tutti i settori, privilegiando modelli a ricavi ricorrenti, mercati frammentati e strategie buy-and-build che consentono rapida scalabilità, espansione delle piattaforme e la creazione di valore attraverso le operations.
A testimonianze di questo trend è l’elevata percentuale (68%) di leader dell’industrials and services che prevede di utilizzare tecnologie avanzate per abilitare o migliorare le attività lungo la catena del valore della propria azienda nei prossimi cinque anni in deciso aumento rispetto al 26% del 2025.
Guardando al 2026, il contesto resta complesso ma ricco di opportunità: la combinazione di disruption tecnologica, riconfigurazione delle supply chain e crescente domanda infrastrutturale, in un contesto geopolitico caratterizzato da tensioni, rafforza il ruolo dell’M&A quale leva per costruire posizionamenti competitivi solidi, acquisire capacità critiche e accelerare la trasformazione industriale.
Sebbene l’industrials and services sia caratterizzato da tali driver comuni, le operazioni in ciascun settore saranno caratterizzate da priorità distinte nel 2026:
Aerospace, defence and security: l'aumento della spesa globale per la difesa e le tensioni geopolitiche porteranno probabilmente ad un incremento dell'attività M&A in particolare nel riarmo, componentistica, sistemi autonomoni, spazio e servizi aftermarket, con particolare attenzione alla resilienza della supply chain e all'approvvigionamento.
Automotive: le operazioni straordinarie rimarranno mirate a causa della sovraccapacità e dei vincoli di capitale, con OEM e fornitori che privilegiano alleanze strategiche, joint venture e acquisizioni mirate per avanzare nello sviluppo nelle tecnologie di elettrificazione, software e guida autonoma.
Business services: il processo di consolidamento guidato dal private equity continuerà nei servizi di natura ricorrente e abilitati dalla tecnologia, con attività in espansione nei settori legale, staffing e outsourcing dei processi aziendali, compliance, IT management, cybersecurity e piattaforme legate all'audit.
Engineering and construction: gli investimenti in infrastrutture, energia pulita e data center sosterranno l'attività M&A nei contractor specializzati e nei servizi industriali, in particolare quelli che abilitano automazione, prefabbricazione e competenze a maggior valore aggiunto e critiche per il delivery di progetti.
Manufacturing: la ridefinizione dei portafogli di investimento, il reshoring e la domanda di infrastrutture IA stanno guidando operazioni selettive di grande scala e bolt-on nei settori automazione, energy storage e nicchie nel life sciences.
È una fase di rinnovamento strategico nell’industrials and services in cui l’M&A diventa un acceleratore fondamentale di crescita e valore ed il focus dei dealmaker sarà su scelte di portafoglio più incisive e investimenti mirati in innovazione e automazione.
La crescita della potenza di calcolo dell'IA sta orientando le operazioni straordinarie nell’industrials and services verso energia e affidabilità. L'adozione dell'IA su scala hyperscale e l’utilizzo sempre maggiore da parte delle aziende sta trainando investimenti in data center, interconnessione alla rete ed affidabilità in Asia, Europa e Nord America. Questo sviluppo sta accelerando la domanda di quadri elettrici e trasformatori, sistemi di alimentazione di backup e accumulo, raffreddamento avanzato, controlli e automazione, e gestione digitale dell'energia. Di conseguenza, l'attività M&A è sempre più orientata verso piattaforme di componenti differenziati, reti di servizi sul campo e soluzioni software-enabled che migliorano l'uptime e la velocità di connessione.
I portafogli industriali vengono ristrutturati attorno ad asset regolamentati, "serviceable" e ad alta densità energetica. Parallelamente, gli investimenti in elettrificazione e resilienza, inclusi la modernizzazione delle reti, il trattamento delle acque e opzioni emergenti per la gestione del baseload (come i piccoli reattori modulari), continuano ad attrarre capitali, supportati da politiche e programmi infrastrutturali in Europa e negli Stati Uniti. I segnali di crescita dei carichi legati all'IA e di decarbonizzazione stanno spingendo le aziende industriali a riposizionare i portafogli verso asset ad alta densità energetica, favoriti dalla regolamentazione e con performance aftermarket durevoli. Questa tendenza è visibile nei sistemi di smart metering, nell'automazione della distribuzione, nelle capacità adiacenti al nucleare e nell'espansione della rete. Un esempio recente è l'espansione di Siemens negli asset legati alla rete in America Latina.
Il trend a cui stiamo assistendo nell’industrials and services in Italia riflette un equilibrio tra cautela e fiducia: le aziende procedono selettivamente, dando priorità a operazioni che rafforzano resilienza, assicurano capacità critiche e accelerano il riposizionamento strategico.
La competizione sta aumentando per gli asset che si trovano al crocevia tra energia, automazione e digitale.
Nel complesso, queste forze stanno ridefinendo i flussi di capitale e la competizione per enabler di infrastrutture critiche. L'universo degli acquirenti si sta espandendo e la competizione si sta intensificando per asset scarsi che si trovano all'intersezione tra energia, automazione e infrastrutture digitali. Gli acquirenti strategici stanno colmando gap di capacità in elettrificazione, gestione termica, automazione e controlli digitali, mentre il private equity sta sostenendo la crescita di lungo periodo attraverso roll-up di piattaforme nei servizi, nel manifatturiero specializzato, e in software e controlli asset-light.
Con la crescita del carico IA e lo sviluppo dell'energia rinnovabile che si rafforzano a vicenda, l'attività M&A in tale spazio ibrido industriale-infrastrutturale è destinata ad accelerare, favorendo asset che combinano differenziazione tecnica, intensità di servizio e durabilità regolatoria.
Digitalizzazione, transizione energetica e infrastrutture per l’AI stanno trasformando in profondità le scelte di portafoglio delle imprese sempre più determinate a rafforzare competitività e resilienza attraverso operazioni mirate, investendo in tecnologie, automazione e nuovi modelli di business.
Le operazioni M&A globali nell’industrials and services sono aumentate del 19% nel 2025, mentre i volumi delle operazioni sono cresciuti di un più modesto 3%. La crescita del valore delle operazioni è stata largamente attribuibile all'aumento del numero di megadeal (transazioni di valore superiore a 5 miliardi di dollari), passati da #7 nel 2024 a #13 nel 2025. Con la maggior parte dell'attività di megadeal concentrata negli Stati Uniti, le Americhe hanno registrato un aumento del 49% nei valori delle operazioni, mentre Asia Pacifico ed Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA) hanno riportato diminuzioni rispettivamente pari al 2% e del 6%.
L'attività M&A in aerospace, defence and security è aumentata del 45%, seguita da engineering and construction con un incremento dell'11% e dal Manifatturiero con il 4%. L'attività nel settore Automotive è diminuita dell'1% su base annua, ma l'impatto è stato più pronunciato nelle Americhe dove l'attività è calata del 20%, con aumenti in Asia Pacifico ed EMEA rispettivamente del 13% e del 3%. Complessivamente, le operazioni M&A nel settore automotive continuano a essere condizionate da tendenze settoriali come sovraccapacità, pressione sui margini e domanda disomogenea.
L'attività M&A nei servizi alle imprese è diminuita del 5%, principalmente a causa della debolezza nei segmenti consumer e talent. Con il proseguire del consolidamento nei servizi professionali e di gestione, nell'outsourcing abilitato dalla tecnologia e in altri segmenti, si prevede un aumento dell'attività M&A nel 2026.
Le operazioni M&A in Italia nell’industrials and services sono state caratterizzate da una crescita dei volumi delle transazioni pari all’8% (518 transazioni rispetto alle 481 del 2024). Il valore “disclosed” dei deals (ovvero riferito solo a quella parte delle operazione in cui il valore della transazione è stato formalmente comunicato al mercato) ha raggiunto nel 2025 circa 7,8 miliardi di dollari.
La crescita dei volumi delle operazioni è attribuibile all'aumento in tutti i settori.