Outlook 2026

PwC Global & Italian M&A Trends in Aerospace, defence and security

M&A mid-year outlook 2026 - Aerospase, defence and security
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Aerospazio e difesa: la spesa per la difesa e il reshoring delle supply chain sostengono le operazioni straordinarie

A livello globale

Le prospettive di M&A 2026 per aerospace and defence si fondano su fattori chiave che stanno ridando slancio al settore: l’aumento dei budget globali per la difesa, un contesto geopolitico più complesso, la riorganizzazione delle catene di approvvigionamento e impegni di fornitura pluriennali che riportano visibilità di lungo periodo.

Dopo un 2025 con volumi di operazioni contenuti, soprattutto negli Stati Uniti dove una spesa pubblica più selettiva e vincoli di bilancio hanno inciso sull’attività, il recupero prende forza nella parte finale dell’anno e apre a una continuità del trend nel corso del 2026.

Dal budget all’esecuzione: la modernizzazione al centro

La modernizzazione della difesa guida oggi le operazioni di M&A. Ci concentriamo su prontezza operativa, sostenibilità e digital warfighting, più che sullo sviluppo di nuove piattaforme.

I capitali si orientano verso capacità critiche, munizionamento e ambiti di difesa software-defined, come command, control, communications, computers, intelligence, surveillance and reconnaissance (C4ISR), cloud sicuro e infrastrutture edge, sistemi abilitati dall’intelligenza artificiale (IA), cyber ed electronic warfare.

Queste priorità accelerano il consolidamento e l’integrazione verticale nei sottosistemi mission-critical e nelle tecnologie per la difesa, soprattutto dove gli asset uniscono specializzazione tecnica, personale autorizzato e protetto e catene di approvvigionamento resilienti.

Gli impegni politici e il contesto geopolitico alimentano la pipeline delle operazioni straordinarie

Il nuovo benchmark della NATO, pari al 5% del PIL destinato alla spesa per la difesa, insieme all’ampliamento dei programmi di riarmo negli Stati Uniti e nell’Unione europea, sta orientando la crescita delle operazioni di M&A in ambiti chiave come munizionamento, difesa aerea e sistemi missilistici integrati, piattaforme navali e capacità spaziali.

Le pipeline di approvvigionamento su orizzonti pluriennali sostengono operazioni di maggiore dimensione e con una chiara valenza strategica, spingendo chi investe a integrare internamente competenze e asset considerati critici. Nell’area Asia Pacifico, l’avvio di programmi di difesa di lungo periodo, come l’accordo Australia–Regno Unito–Stati Uniti (AUKUS), può favorire operazioni M&A sia domestiche sia cross‑border.

Allo stesso tempo, il rafforzamento della postura di difesa europea, influenzato in larga misura dagli impegni legati al conflitto in Ucraina, sta ridefinendo le priorità strategiche delle M&A, con un’attenzione crescente alla protezione delle infrastrutture critiche, tra cui reti di telecomunicazione, oleodotti sotterranei e corridoi energetici.

L’attività di M&A accelera verso la fine del 2025, mentre investitori industriali e di private equity si posizionano rispetto a dinamiche politiche e geopolitiche favorevoli. Vediamo acquirenti strategici concentrarsi su acquisizioni mirate e carve‑out selettivi per entrare in segmenti adiacenti e rafforzare il presidio della supply chain. Operazioni come l’acquisizione da 1,8 miliardi di dollari dell’unità di flight control and actuation di Collins Aerospace da parte di Safran e l’acquisizione di Spirit AeroSystems da parte di Boeing per 4,7 miliardi di dollari mostrano un’attenzione crescente alla continuità di fornitura dei componenti mission‑critical e a modelli di integrazione verticale.

La ripresa dell’aerospazio commerciale amplia le operazioni di M&A, oltre la difesa

Parallelamente, la ripresa dell’aerospazio commerciale continua a sostenere la domanda, mentre vincoli di fornitura ancora persistenti, soprattutto su motori, fusioni e forgiature, stanno aumentando la pressione verso il consolidamento dell’aftermarket. Osserviamo acquirenti statunitensi ed europei orientarsi sempre più verso attività di manutenzione, riparazione e operazioni (MRO), distribuzione di ricambi e strategie di roll‑up lungo diversi livelli della filiera, mentre compagnie aeree e produttori di apparecchiature originali (OEM) lavorano per stabilizzare i ritmi produttivi e internalizzare componenti considerati critici.

Le aziende di medie dimensioni stanno adottando strategie di integrazione end‑to‑end, dalla produzione dei componenti al supporto lungo l’intero ciclo di vita del prodotto, per rafforzare la resilienza operativa e ridurre l’esposizione ai rischi di supply chain. Questo orientamento verso modelli operativi integrati verticalmente sta emergendo come elemento distintivo delle operazioni di M&A nel segmento mid‑market nel 2026.

Tra i temi emergenti rientra l’applicazione cross‑industry delle tecnologie sviluppate per la difesa, ad esempio l’impiego di asset di comunicazione satellitare a supporto delle telecomunicazioni commerciali, della logistica e del monitoraggio delle infrastrutture. In Europa, il consolidamento risulta particolarmente dinamico nel supporto aereo tattico, nei sistemi senza pilota e nelle piattaforme suborbitali. In questo contesto, le operazioni di M&A includono il consolidamento della base fornitori per costruire scala, rafforzare la sovranità industriale e sviluppare ulteriormente capacità in ambiti come propulsione, avionica ed elettronica mission‑critical.

Osserviamo un’accelerazione dell’attività lungo l’intera catena del valore spaziale. Dalle infrastrutture di lancio alle piattaforme in orbita terrestre bassa, fino ai servizi di dati satellitari, il focus si estende e si consolida. L’interesse del private equity si mantiene stabile, in particolare nella manutenzione, riparazione e revisione (MRO), nei servizi governativi e nelle infrastrutture adiacenti alla difesa. Gli sponsor puntano su operazioni bolt-on e roll-up per rafforzare la scala, sostenere i flussi di cassa e aumentare l’esposizione alla domanda governativa di lungo periodo. La dinamica risulta più evidente negli Stati Uniti, mentre in Europa l’attività resta più selettiva, anche per la maggiore complessità regolatoria. In questo contesto, l’acquisizione di una quota di maggioranza del gruppo spagnolo Swiftair da parte di Antin Infrastructure Partners, completata nell’ottobre 2025, riflette un interesse continuo verso asset coerenti con le infrastrutture aeronautiche e i servizi di supporto alle missioni.

In Italia

Nel 2026 il settore aerospace e defence in Italia opera in un contesto industriale e geopolitico segnato da una crescita strutturale della spesa per la difesa, da una maggiore integrazione tra domini tecnologici e da politiche industriali europee sempre più focalizzate su sicurezza e sovranità tecnologica. Le tensioni geopolitiche, la crescente attenzione alla resilienza delle filiere strategiche e l’evoluzione digitale dei sistemi di difesa contribuiscono a ridefinire le priorità industriali del settore. In questo scenario, l’Italia continua a occupare una posizione rilevante nel panorama europeo grazie alla presenza di grandi gruppi integratori, a una filiera di piccole e medie imprese altamente specializzate e a un livello crescente di integrazione nei principali programmi europei nei domini della difesa, dello spazio e della sicurezza.

Dal punto di vista tecnologico e industriale, osserviamo una convergenza sempre più marcata tra piattaforme tradizionali e tecnologie digitali avanzate. Cyber security, intelligenza artificiale, sensoristica evoluta, sistemi unmanned e infrastrutture spaziali entrano a pieno titolo nelle architetture di difesa di nuova generazione. Questo processo rafforza l’integrazione tra difesa, spazio, aeronautica civile e tecnologie dual-use. In parallelo, la space economy italiana continua a consolidarsi attraverso lo sviluppo di applicazioni downstream e la partecipazione ai principali programmi europei, contribuendo alla crescente rilevanza strategica delle infrastrutture satellitari per comunicazioni, navigazione e osservazione della Terra.

In questo contesto, le dinamiche di M&A emerse negli ultimi anni riflettono un’evoluzione delle strategie industriali del settore.

Evolvere i modelli industriali e rafforzare l’aggregazione dei fornitori critici

In questo contesto, le dinamiche di M&A osservate negli ultimi anni riflettono un’evoluzione delle strategie industriali del settore. Le operazioni non rispondono più soltanto a logiche di consolidamento tradizionale o di aumento della scala produttiva, ma puntano sempre più all’acquisizione di competenze tecnologiche critiche e al rafforzamento delle capacità industriali europee in ambiti strategici.

Un caso rilevante è l’acquisizione di Iveco Defence Vehicles da parte di Leonardo, un’operazione che consolida il presidio nazionale nel dominio dei sistemi terrestri e contribuisce al processo di aggregazione industriale a livello europeo. In parallelo, osserviamo un rafforzamento progressivo dell’aggregazione lungo la supply chain, con un’attenzione crescente ai fornitori attivi in tecnologie critiche e componenti ad alto valore strategico, come evidenziano operazioni di integrazione quali la creazione del gruppo industriale attorno a Officina Stellare e Global Aerospace Technologies.

Consolidamento verticali tecnologici ad alto potenziale

Si osserva una crescente attenzione sul dominio digitale e sulla difesa cibernetica, che si afferma come uno dei principali driver di M&A nel settore. Rafforziamo questa lettura osservando come Leonardo abbia ampliato la propria presenza nel contesto europeo della difesa cibernetica attraverso acquisizioni e investimenti mirati, tra cui l’ingresso nel capitale di SSH Communications Security e l’acquisizione della società svedese Axiomatics, specializzata in architetture Zero Trust. Queste operazioni raccontano una trasformazione più ampia del settore: la protezione delle infrastrutture digitali e dei sistemi interconnessi diventa una componente centrale delle architetture di difesa multi‑domain. Dinamiche simili emergono anche nel segmento space, dove una filiera ancora frammentata avanza verso un progressivo consolidamento, in risposta alla crescente rilevanza strategica del dominio.

Sviluppo di joint venture e partnership strategiche internazionali

In parallelo, osserviamo un ricorso crescente a modelli di collaborazione industriale più strutturati, come joint venture e alleanze strategiche, soprattutto in contesti cross‑border e nei programmi europei. In questo scenario si collocano iniziative come il progetto Bromo (Airbus, Thales, Leonardo), che mettono in evidenza il valore di modelli collaborativi per sviluppare in modo congiunto capacità industriali e tecnologiche a livello europeo. 

Rafforzamento della sovranità industriale e dinamiche di nazionalizzazione

Le dinamiche geopolitiche accentuano la rilevanza del controllo nazionale degli asset strategici e orientano le operazioni verso il rafforzamento della sovranità industriale, includendo, in alcuni casi, il rientro sotto controllo domestico di capacità produttive critiche. In questo quadro si colloca l’operazione su CMD, che ha riportato sotto controllo italiano un asset industriale dopo un periodo prolungato di proprietà cinese.

Emergere di nuovi domini operativi

Infine, l’evoluzione delle esigenze di difesa sta ampliando il perimetro dei domini operativi a maggiore rilevanza strategica, in particolare nell’ambito underwater e nei sistemi unmanned. Guardiamo a questi ecosistemi come a contesti ancora in fase di sviluppo, caratterizzati da un’elevata intensità tecnologica, nei quali si delineano possibili traiettorie di crescita per future operazioni di investimento e di aggregazione industriale.

Un ulteriore fattore distintivo del mercato italiano è il crescente interesse da parte degli investitori finanziari. Negli ultimi anni, fondi di private equity come Investindustrial e Redfish Capital hanno avviato iniziative mirate nel settore aerospace e defence e nelle tecnologie dual-use, contribuendo all’evoluzione della filiera industriale nazionale. In parallelo, osserviamo lo sviluppo di un ecosistema di venture capital sempre più focalizzato, con iniziative come il fondo dedicato allo spazio promosso da CDP Venture Capital, orientato a sostenere la crescita di startup e scale-up nei segmenti space tech e deep tech.

Questo dinamismo sta attirando anche l’attenzione di investitori internazionali, in particolare europei e nord‑americani, interessati alla base industriale italiana, riconosciuta per il livello delle competenze tecnologiche e per la presenza diffusa di piccole e medie imprese attive in segmenti a elevato valore aggiunto. In questo contesto, l’Italia si posiziona tra i principali mercati europei per operazioni mid‑market nel settore aerospace, defence and security, con un interesse crescente da parte di operatori francesi, tedeschi e britannici alla ricerca di piattaforme industriali e soluzioni tecnologiche distintive.

Guardando ai prossimi anni, individuiamo ulteriori opportunità di M&A in ambiti strettamente legati alla sicurezza nazionale e alla resilienza economica. Il rafforzamento della protezione delle infrastrutture critiche – inclusi porti, reti energetiche, telecomunicazioni e sistemi digitali – sta favorendo percorsi di integrazione tra operatori della difesa, aziende di cyber security e fornitori di tecnologie dedicate alla tutela degli asset strategici. Allo stesso tempo, i processi di riconversione industriale connessi alla transizione tecnologica e alla crescente domanda di capacità produttiva nel settore della difesa possono aprire la strada a operazioni di acquisizione e trasformazione di asset civili verso applicazioni dual‑use o militari.

Nel complesso, le prospettive per il mercato M&A nel settore aerospace e defence in Italia restano solide. L’evoluzione delle architetture di difesa verso sistemi più integrati e digitalizzati, l’espansione dei programmi europei e la progressiva mobilitazione di capitali privati continuano a creare le condizioni per operazioni di consolidamento, integrazione tecnologica e aggregazione industriale. In questo scenario, l’M&A si conferma una leva strategica per sostenere la crescita delle imprese e contribuire al rafforzamento della competitività tecnologica e della resilienza industriale del sistema Paese.

L’aerospace, defence and security sta vivendo un momento eccezionalmente favorevole per l’M&A, trainato dall’urgenza su difesa, sicurezza e resilienza a livello italiano ed EMEA. L’aumento strutturale della spesa, l’accelerazione tecnologica e il focus sulla sovranità industriale europea stanno spingendo operazioni sempre più mirate all’acquisizione di capacità critiche e al rafforzamento delle filiere. In questo scenario, l’Italia si conferma un mercato chiave, con asset industriali attrattivi e un forte interesse da parte di operatori strategici e investitori finanziari

Cesare Battaglia | Partner | Aerospace & Defence EMEA Leader, PwC Italy

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