Business services sarà tra le aree M&A più attive nel 2026 mentre corporate e sponsor perseguono scala, specializzazione e ricavi ricorrenti abilitati dalla tecnologia. Il consolidamento continua nei servizi professionali e managed services, nell'outsourcing abilitato dalla tecnologia, nei segmenti guidati dalla compliance e nelle piattaforme di cybersecurity e rischio. Man mano che lo sviluppo delle piattaforme matura, l'attenzione degli investitori si sta spostando verso integrazione, performance operativa e differenziazione attraverso dati, automazione dei workflow e delivery abilitata dall'IA.
Il private equity continua a concentrarsi su piattaforme scalabili con modelli di business a ricavi ricorrenti e caratterizzati da domanda resiliente. Anche in presenza di volatilità macro e ripresa disomogenea, la fiducia nel settore rimane alta. Le strategie buy-and-build nei servizi professionali e tecnici continuano ad attrarre un interesse degli investitori superiore alla media, mentre la disciplina valutativa sta sempre più differenziando i risultati. Gli asset caratterizzati da potere di pricing, workflow mission-critical e basso churn continuano a richiedere valutazioni premium.
I servizi contabili passano dalla crescita guidata dalle acquisizioni alla delivery operativa. Il flusso di operazioni nei servizi contabili continua, ma il mercato è andato oltre la fase iniziale di corsa alle piattaforme. La lente della creazione di valore si è spostata dalla crescita guidata dalle acquisizioni all'esecuzione e all'integrazione. Gli sponsor sono ora focalizzati nel convertire il consolidamento in performance attraverso modelli di delivery standardizzati, disciplina su pricing e utilizzo, cross-selling tra linee di servizio e funzioni di back-office professionalizzate che supportano l'espansione dei margini e scalabilità.
Mentre le exit rimangono realizzabili, i risultati dipendono sempre più dalla dimostrazione dell'integrazione e della crescita organica. Aste competitive e un ampio gruppo di acquirenti interessati continuano a sostenere multipli elevati per gli asset che possono dimostrare creazione di valore post-acquisizione ripetibile, con due diligence e piani di creazione di valore concentrati sulla readiness all'integrazione e miglioramenti misurabili del modello operativo.
Le dinamiche regolatorie rimangono un fattore importante dietro le tendenze regionali delle opearzioni M&A perché supportano flussi di ricavi stabili. In Europa, ad esempio, i quadri normativi continuano a plasmare l'attività M&A. Le più stringenti restrizioni al private equity in ambito contabilità e fiscalità in Germania probabilmente ridurranno i volumi e spingeranno gli investitori verso aree adiacenti meno regolamentate, come consulting e servizi legati alle infrastrutture. Al contrario, Regno Unito e Stati Uniti rimangono mercati attraenti per l'espansione delle piattaforme e l'attività add-on.
I modelli a piattaforma si estendono a nuovi verticali dei servizi professionali. I servizi legali stanno emergendo come il prossimo verticale ad alta crescita e "platformable" dei servizi professionali mentre il settore passa da un'economia dipendente dai partner verso modelli di delivery più scalabili abilitati da specializzazione, standardizzazione dei processi e tecnologia. Questa tendenza è più pronunciata nel Regno Unito e in parti d'Europa, dove il consolidamento sta accelerando e le piattaforme scalate vengono premiate per esecuzione ripetibile e sinergie di integrazione.
Negli Stati Uniti, l'interesse degli investitori sta crescendo per i servizi legali rivolti ai consumatori, un mercato storicamente precluso alla proprietà di non-avvocati a causa delle regole di condotta professionale. Tuttavia, l'evoluzione dei modelli di proprietà e i cambiamenti strutturali in stati come l'Arizona stanno iniziando ad aprire la porta al capitale esterno nei servizi legali, una tendenza che potrebbe accelerare l'attività del private equity. In tutti i mercati, i vincitori saranno quelle aziende che possono dimostrare acquisizione di clienti scalabile e integrazione operativa, non semplicemente crescita guidata dalle acquisizioni.
Lo staffing tecnico e l'outsourcing dei processi aziendali abilitato dalla tecnologia stanno entrando in una fase di consolidamento più rapida mentre gli acquirenti rispondono alle persistenti carenze di manodopera, all'inflazione salariale e alla domanda sostenuta di capacità per l'esecuzione della trasformazione digitale. Gli acquirenti strategici stanno perseguendo scala per assicurarsi talenti scarsi; ampliare le capacità di delivery in cloud, dati e IA; modernizzare le applicazioni; ed espandere l'impronta dei servizi gestiti. Le società di private equity stanno puntando sulla costruzione di piattaforme e programmi add-on per creare provider di servizi differenziati e multi-verticali.
L'offerta pubblica di acquisto di circa 3,5 miliardi di dollari di Blackstone per TechnoPro, il principale provider di servizi IT giapponese, evidenzia la convinzione degli sponsor nelle piattaforme di servizi scalate dove la creazione di valore pluriennale è sempre più guidata dal miglioramento della performance operativa e dalla forza della supply chain della forza lavoro, piuttosto che dall'espansione dei multipli. Ci aspettiamo che il forte interesse degli investitori generi più offerte preemptive e transazioni negoziate bilateralmente mentre gli acquirenti competono per asset di alta qualità nel segmento.
Negli Stati Uniti, i servizi IT e la cybersecurity rimangono di interesse per operazioni M&A, supportati dalla domanda sostenuta delle medie imprese che cercano offerte integrate che combinano operations IT, sicurezza e compliance. Gli sponsor stanno anche mostrando maggiore interesse per servizi di certificazione e audit, in considerazione dei relativi profili attraenti di ricavi ricorrenti e il collegamento diretto alla gestione del rischio cyber.
In prospettiva si registra aspettativa che l'ingegneria digitale e il consulting sulle applicazioni enterprise guadagnino trazione mentre gli acquirenti puntano a nicchie ancora poco penetrate ed alto margine con chiare leve di creazione di valore, inclusa la specializzazione verticale, le roadmap di modernizzazione e i modelli di delivery scalabili. La recente attività strategica, inclusa l'acquisizione da 3,3 miliardi di dollari di WNS da parte di Capgemini, sottolinea il continuo appetito per piattaforme di servizi scalate e abilitati dalla tecnologia e capacità di intelligent operations adiacenti.
Complessivamente, si registra l’aspettativa che il momentum delle operazioni nei servizi alle imprese rimanga forte per tutto il 2026, guidato dall'enfasi del private equity sulla professionalizzazione e l'espansione delle piattaforme. Allo stesso tempo, il crescente scrutinio su valutazioni, tempistiche delle exit e sostenibilità dei multipli rimarranno considerazioni importanti per i dealmaker.
In Italia si assiste a un progressivo processo di aggregazione di operatori nell’ambito business services, che nei suoi comparti è ancora prevalentemente caratterizzato da una relativa polverizzazione e presenza di player medio-piccoli con forte concentrazione locale. In questo contesto si devono leggere le aggregazioni in atto nel mondo degli studi professionali (in particolare in ambito di studi fiscali e società di consulenza tecnologica ed amministrativa), ma anche in ambito di facility management, gestione servizi di sicurezza ed agenzie per il lavoro, dove questo processo di aggregazione e successiva integrazione in gruppi di dimensioni maggiori, potrà alimentare un numero sempre maggiore di operazioni di M&A in logica buy and build.
Un comparto di particolare interesse in ambito business services in cui ci si attendono ulteriori operazioni straordinarie è quello delle cosiddette società del TIC (testing Inspections and certifications), dove negli ultimi anni a livello globale ci sono state numerose operazioni volte a creare gruppi in grado di fornire un portafoglio di servizi più ampio e diversificare i mercati di sbocco.
Andando ad analizzare in dettaglio le operazioni chiuse in Italia nel corso del 2025, il mercato M&A nazionale nei business services si è dimostrato particolarmente dinamico, registrando complessivamente circa 130 transazioni, il 23% delle quali coinvolgendo controparti estere (cross-border). La distribuzione temporale di queste operazioni ha evidenziato una marcata accelerazione nella seconda metà dell'anno: il secondo semestre ha infatti assorbito i due terzi delle operazioni totali (66%), culminando in un Q4 che, da solo, ha pesato per il 40% dei deal annui. Tali volumi confermano lo scenario di un mercato ancora altamente frammentato, ma attualmente attraversato da una decisa spinta al consolidamento. Un dato particolarmente rilevante che emerge dall'analisi è la sostanziale parità tra le tipologie di acquirenti: i volumi delle transazioni mostrano infatti un'equa ripartizione tra le operazioni guidate da operatori industriali (Corporate) e le acquisizioni finalizzate da investitori finanziari (Private Equity), dimostrando che le logiche di espansione strategica e le tesi di investimento buy-and-build stiano guidando la concentrazione del mercato con la medesima intensità.
Esaminando i deal più significativi e rappresentativi del periodo, è possibile mappare le direttrici di investimento raggruppandole in cinque macro-cluster principali:
Accounting, Administrative & Business Support Services (39% dei Deals in Italia nel settore business services): Si conferma il segmento a maggiore intensità di consolidamento, dove la strategia dominante è l'integrazione delle competenze e l'ampliamento della base clienti. Sul fronte Corporate spiccano le operazioni di player come The European House Ambrosetti (su Althesys), Deda Next (su Innovo) e le acquisizioni internazionali nei servizi payroll e contabili, come l'ingresso dell'olandese TMF Group in Studio Ripamonti e di Ria Grant Thornton in Fidital Revisione. Lato Private Equity, si evidenziano operazioni di rilievo come l'ingresso di Investcorp in Epipoli e le manovre di aggregazione di Quadrivio Group (tramite l'acquisizione di MDM Consulting e realtà affini).
Environmental consulting (27% dei Deals in Italia nel settore business services): Sostenuto dai crescenti adeguamenti normativi europei in materia di sostenibilità, questo cluster è al centro di mirate strategie di buy-and-build. L'obiettivo è la creazione di poli integrati (one-stop-shop) per la certificazione e la consulenza ambientale. Tra i movimenti più rilevanti figurano le operazioni dei fondi, come la triplice acquisizione simultanea di Ecoricerche, TuttoAmbiente e Tea Consulting da parte di Xenon Private Equity, a cui si affianca il consolidamento strategico del gruppo francese Socotec (con le acquisizioni di Greenwich e Prisma).
Marketing consulting (17% dei Deals in Italia nel settore business services): La ricerca di specializzazione nei canali digitali e nell'influencer marketing ha trainato numerose operazioni ad alto valore aggiunto. Gli operatori mirano a internalizzare agenzie con forti competenze verticali: ne sono un esempio l'acquisizione di Inflead da parte della francese Kolsquare, l'ingresso di Labelium in Storeis e l'incremento della quota di partecipazione di SG Company in Mission To Heart.
Logistic consulting (13% dei Deals in Italia nel settore business services): L'ottimizzazione della supply chain si conferma una priorità strutturale per le imprese, generando un consolidamento selettivo nelle società di consulenza logistica. Rientrano in questo filone le acquisizioni strategiche portate a termine da Teklog (su Five Stars) e da PA ABS (che ha rilevato Connecthub dal gruppo Thun).
Security services (4% dei Deals in Italia nel settore business services): Il comparto della sicurezza fisica ed elettronica continua ad attrarre capitali grazie ai profili di ricavi ricorrenti e alla forte frammentazione territoriale. Tra le operazioni di maggior spessore emergono i buyout promossi dal Private Equity su player consolidati, come l'acquisizione di Axitea da parte del fondo francese Argos Wityu e il passaggio di La Patria a un nuovo consorzio di investitori. Risultano attivi anche i player strategici, come evidenziato dalle operazioni di Safety21 (su Cross Control) e Sauter Italia (su M2B2 Holding).
«Le aggregazioni in piattaforme di operatori caratterizzati da ricavi ricorrenti e capex limitati rimangono la tesi centrale delle operazioni. I servizi abilitati dalla tecnologia entrano in una fase di consolidamento ancora più rapida»
Max Lehmann | Partner | Business Services Leader, PwC Italy