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L’evoluzione dello scenario internazionale e la nuova agenda europea per la sicurezza e la readiness industriale stanno ridefinendo il ruolo dell’industria civile all’interno dei sistemi di difesa.
La convergenza tra civile e difesa apre nuove traiettorie di sviluppo industriale, valorizzando competenze, tecnologie e capacità produttive.
Cesare Battaglia
EMEA Aerospace and Defence Leader,
PwC Italia
"Oggi la sicurezza europea si costruisce integrando infrastrutture critiche, industria e tecnologie civili in un’unica architettura di resilienza: una trasformazione strutturale che rafforza la competitività delle imprese, la prontezza del sistema Paese e la capacità di sostenere crescita e innovazione nel lungo periodo."
Oggi la prontezza europea nasce non solo dalla dimensione militare in senso stretto, ma dalla capacità di unire infrastrutture civili, iniziative industriali private e tecnologie sviluppate nel mercato commerciale in un’unica architettura di sicurezza.
Settori come quello energetico, delle telecomunicazioni, automobilistico, dei trasporti e della logistica si trovano a un punto di svolta. L’integrazione delle loro capacità nelle filiere dI sicurezza e difesa consente di valorizzare competenze e asset industriali già esistenti, accelerare l’innovazione dual‑use e contribuire al rafforzamento di un’architettura di difesa europea più resiliente e integrata.
Per l’Italia, questa evoluzione rappresenta un’opportunità concreta per creare nuovo slancio industriale: valorizza competenze diffuse, rafforza il tessuto produttivo nazionale e apre traiettorie di sviluppo che consentono alle imprese di crescere in un mercato in trasformazione.
La crescente integrazione tra sicurezza, industria e tecnologie civili rende le infrastrutture critiche europee un punto di attenzione prioritario.
Energia, reti digitali e trasporti sono sempre più esposti a minacce ibride che sfruttano la convergenza tra domini fisici, digitali e informativi per generare instabilità su più livelli. I confini tra i domini si assottigliano e lo spazio operativo diventa unico e interdipendente: tutelare questi asset significa garantire la continuità dei servizi essenziali per il sistema Paese e per l’Unione Europea.
In questo contesto, la resilienza diventa una leva strategica per assicurare continuità e stabilità nazionale. Servono visione, coordinamento e capacità di anticipare scenari.
Imprese e istituzioni devono costruire sistemi integrati in cui rilevamento, contrasto ai droni, strumenti digitali, protocolli cyber‑fisici e intelligence convergono in un’unica architettura, in linea con le normative europee come Critical Entities Resilience (CER) e Network and Information Security 2 (NIS2).