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Global Compliance Survey 2025

La Global Compliance Survey 2025 ha raccolto il punto di vista di 1.802 responsabili di funzioni di controllo interno in tutto il mondo (41 in Italia), indagando le tendenze in materia di compliance, e le principali complessità e opportunità di evoluzione per affrontare un contesto normativo e di rischio sempre più articolato e complesso.

I responsabili italiani della compliance sono consapevoli della necessità di far evolvere la gestione delle tematiche di conformità, facendo leva su tecnologia e persone e adottando modelli e approcci maggiormente centralizzati e integrati con i processi di business - in particolare nei settori regolamentati.

Il costo della complessità

La quasi totalità degli intervistati italiani (93% vs 85% degli intervistati a livello globale) ritiene che i requisiti di compliance siano diventati ​più complessi negli ultimi tre anni, e che questo abbia impattato negativamente alcuni fattori alla base della creazione del valore. Secondo gli intervistati italiani, il fattore che ha subito maggiormente l’effetto di requisiti di compliance particolarmente esigenti è la tecnologia, sia per quanto riguarda l’implementazione e la manutenzione dei sistemi IT, che per l’adozione dell’intelligenza artificiale (IA). 

80%

è consapevole dell’importanza della compliance nelle iniziative di trasformazione digitale.

Fonte: Global Compliance Study 2025 di PwC

Un approccio attivo alla gestione delle tematiche di compliance

I principali fattori che rendono più difficile avere una compliance efficace
D: Secondo la sua esperienza, quali sono i principali fattori che rendono più difficile raggiungere una compliance efficace? Base: tutti gli intervistati (Global: 1802; Italia: 41)

A dispetto di come si potrebbe pensare, non è la complessità dell’ecosistema normativo il principale ostacolo per una compliance efficace (indicato dal 39% degli intervistati italiani e dal 47% di quelli a livello globale), ma aspetti interni all’azienda quali la cultura aziendale (54% vs 29% globalmente), la complessità organizzativa (49% vs 34% a livello globale) e la consapevolezza dei dipendenti (46% vs 25% a livello globale). Avere una cultura più consolidata va di pari passo con un coinvolgimento della compliance fin dalle prime fasi del ciclo di vita dello sviluppo di prodotti e servizi.

Centralizzazione e integrazione per rafforzare la cultura della compliance

I vantaggi di una compliance coordinata effettiva

D: Quali vantaggi hai riscontrato da un coordinamento effettivo delle attività di compliance nella tua azienda? (Classificane fino a 3) Base: intervistati le cui aziende centralizzano o coordinano le attività di compliance (Global:1567) 

Con la crescente complessità a cui vanno incontro non solo le aziende, ma anche i loro stakeholders, avere programmi di compliance altamente integrati che bilancino una gestione centralizzata con un’agilità funzionale, diventa un fattore decisivo.

59%

degli intervistati a livello globale riporta una maggiore fiducia nel processo decisionale in materia di compliance quando c’è un migliore coordinamento delle attività

58%

degli intervistati a livello globale riporta una maggiore trasparenza e visibilità delle questioni di compliance dovuta ad un migliore coordinamento delle attività

56%

degli intervistati a livello globale riporta una maggiore consapevolezza in relazione alle questioni di compliance dovuta ad un migliore coordinamento delle attività

Gestire i dati per ottimizzare le attività di compliance

Gli intervistati italiani sono consapevoli delle potenzialità degli strumenti tecnologici nelle attività di compliance. I dati del nostro sondaggio rivelano che è già in atto una buona integrazione di alcune attività di compliance, quali formazione (76%), risk assessment (76%), due diligence di terze parti (70%) e rilevamento di frodi (65%). Gli stessi dichiarano che la tecnologia ha impattato positivamente la consapevolezza e la gestione del rischio (51%), la qualità del reporting (49%), la collaborazione nell’organizzazione (44%) e la velocità nell'identificare e rispondere ai cambiamenti normativi (33%). Tuttavia, la gestione dei flussi di dati rappresenta una sfida diffusa tra le imprese italiane, con la maggior parte dei rispondenti che afferma di avere dati complessi e frammentati nella propria organizzazione e con circa la metà che sostiene di avere difficoltà nella disponibilità di dati affidabili e di qualità.

Sfruttare le nuove tecnologie come leva per la trasformazione

Per gli intervistati la tecnologia ha apportato diversi benefici nelle organizzazioni quali, una migliore consapevolezza e gestione del rischio, una maggiore qualità nella reportistica, una migliore collaborazione nell’organizzazione ed una maggiore velocità nell'identificare e rispondere ai cambiamenti normativi. A livello globale, oltre la metà degli intervistati, ha segnalato anche una maggiore rapidità nell'identificazione e risoluzione dei problemi di compliance.

Benefici derivanti dagli investimenti in tecnologia per le attività di compliance
D: Quali sono i principali benefici che hai sperimentato in relazione alle attività di compliance, come conseguenza degli investimenti della tua azienda in tecnologia? Base: intervistati che utilizzano la tecnologia e i dati per automatizzare le attività di compliance (Global: 1730; Italia: 39)

In questo processo trasformativo, l’IA può rappresentare un enorme aiuto. Il 71% degli intervistati sia a livello italiano che globale ritiene che l’IA apporti benefici all’azienda e sia utile per le attività di compliance, ma i risultati italiani mostrano una maggior lentezza delle nostre imprese ad integrare l’IA nei processi aziendali. Se a livello globale l’area in cui le aziende stanno maggiormente utilizzando o pianificando di utilizzare l’IA è l’analisi dei dati e l’analisi predittiva (46%), in Italia solo il 27% degli intervistati ha dichiarato che la propria azienda sta testando o usando l’IA in tale ambito. Inoltre tra gli intervistati italiani è alquanto diffusa la preoccupazione per l’uso improprio e la potenziale disinformazione (90% degli intervistati) e per gli effetti negativi di un eccessivo affidamento sull'IA nei processi decisionali (75%).

Utilizzo dell’IA per la compliance
D: La tua azienda sta pianificando di utilizzare, o già utilizza, l’IA in una delle seguenti aree? Base: tutti gli intervistati (Italia: 41)

Investire nel fattore umano

I fattori che influenzano la strategia di acquisizione dei talenti
D: Quali sono i fattori che prevedi influenzeranno la ricerca dei talenti per la compliance della tua azienda nei prossimi tre anni? Base: tutti gli intervistati (Global: 1802; Italia: 41)

Parallelamente all’ecosistema normativo, anche la componente umana della compliance (ovvero quell'insieme di valori, politiche interne e attitudini che rendono un'organizzazione unica e che determina il livello di sensibilità del personale alla necessità di controllo) si sta evolvendo rapidamente. Una cultura della compliance radicata è determinante per implementare processi efficaci ed evitare minacce: gli intervistati che lavorano in aziende con una forte cultura della compliance sono più propensi a identificarne l’influenza sulle decisioni strategiche e sui cambiamenti del business (63%) rispetto quelli che hanno dichiarato una cultura più debole (30%).

Sarà la complessità stessa dell’ecosistema a guidare la talent attraction: secondo gli intervistati italiani i principali fattori che influenzano la ricerca dei talenti per la compliance sono la necessità di competenze ed esperienze nell’affrontare nuove normative, rischi e modelli di business (68%), l’espansione delle responsabilità di compliance e crescita del team (59%) e i cambiamenti della tecnologia e dell'uso dei dati (59%).​

Integrazione, digitalizzazione, disponibilità di dati affidabili, competenze e cultura aziendale, saranno i principali driver per l’evoluzione di modelli di compliance sempre più adeguati a supportare i processi decisionali, aumentare la fiducia degli stakeholder e gestire tempestivamente rischi e opportunità dell’ambiente interno ed esterno.


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Giuseppe Garzillo

Giuseppe Garzillo

Partner | Risk - Private Leader, PwC Italy

Pietro Penza

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Partner | Risk & Regulatory Leader, PwC Italy