28° CEO Survey - Italia key highlights Health Industries

immagine decorativa per la pagina della 28esima CEO Survey, settore Health industries
  • maggio 12, 2025

I dati sono chiari: restare fermi non è un'opzione. Che si tratti di sfruttare la GenAI, di realizzare programmi di ottimizzazione o cogliere le opportunità derivanti dalla riconfigurazione dei settori, le aziende che si trasformano avranno successo. La domanda è: la tua sarà tra queste?

Health Industries Italia: ​le priorità in agenda

28° Annual Global CEO Survey di PwC​

I risultati per il settore Health della 28th Annual Global CEO Survey di PwC – che hanno raccolto le risposte di 315 CEO a livello globale, di cui +30 in Italia - evidenziano che alcune aziende si stanno già muovendo per reinventarsi, mentre altre rischiano di restare indietro, frenate da strategia, cultura e processi ormai datati.

Dove si colloca la tua organizzazione?


Le priorità in agenda

Comprendere le minacce per la sostenibilità del business

Investire nelle competenze per rimanere competitivi

Ridurre le inefficienze per recuperare redditività

Cogliere le opportunità offerte dalla GenAI

Sfruttare I'M&A come leva di crescita e trasformazione dei modelli di business

Trasformarsi ora per navigare il cambiamento nel lungo periodo


Priorità 01

Comprendere le minacce per la sostenibilità del business

Nonostante gli sforzi per affrontare le sfide presenti, oltre la metà dei CEO HI italiani dichiara di non essere sicuro che la propria azienda sarà economicamente sostenibile tra un decennio se continuerà a seguire la strada attuale, un dato in significativa crescita rispetto all’anno precedente (+17%) e superiore alla media globale (+9%).​

“In our view, the global care ecosystem will be reconfigured around four key attributes over the coming decade. It will be more preventative, addressing disease risk factors upstream to avoid deteriorating conditions and to keep people well longer. It will be more personalised, as care shifts from today’s one-size-fits-all approach to one tailored to individuals’ unique needs. Healthcare will be more predictive and proactive, using advanced technologies to switch from being largely reactive to intervening before issues become critical. And it will be more focused on the point of care, changing where, how and by whom care is delivered—with areas such as telehealth, remote surgeries and physical community-based facilities set to experience strong growth.”

"The future of care" (PwC, 2025)​

A livello italiano i CEO del settore Health sono principalmente preoccupati per la mancanza di lavoratori con competenze chiave (elemento centrale per il 45% dei rispondenti), per i rischi informatici e per il cambiamento tecnologico, mettendo in secondo piano variabili macroeconomiche come inflazione e conflitti geopolitici che invece preoccupano di più i CEO mondiali.​

Le minacce alle quali i CEO HI temono di essere estremamente esposti nei prossimi 12 mesi ​
(Mostrate solo le risposte «Estremamente esposta»)  
 

Priorità 02

Investire nelle competenze per rimanere competitivi​

In un settore con carenza di personale su molti profili, la mancanza di competenze chiave è la sfida principale individuata dai CEO HI in Italia (45% dei rispondenti), molto più di quanto non accada negli altri settori (35% media nazionale). ​

Nel settore Health in cui la ricerca, l’innovazione e la tecnologia svolgono un ruolo centrale per la competitività del business, è fondamentale non solo investire nella formazione con programmi di up-skilling e re-skilling, ma anche integrare risorse con competenze specializzate (specie quelle digitali) e puntare allo sviluppo dei professionisti a 360°, senza trascurare le competenze organizzative, relazionali e «soft» che consentono alla forza lavoro di essere resilienti e supportare l'innovazione

"Global Workforce Hopes & Fears" (PwC, 2024):​

"Global Workforce Hopes & Fears" (PwC, 2024): * 59% della forza lavoro nel settore Health ritiene fondamentale la formazione specialistica a supporto dell'evoluzione del proprio ruolo * Oltre il 70% considera rilevanti per il proprio futuro le "soft skill", in misura maggiore rispetto alle competenze digitali e di analisi dati (meno del 50%) * Il 41% afferma che la GenAI potrà migliorare l'efficienza del proprio lavoro nei prossimi 12 mesi (contro il 54% a livello globale), ma solo il 4% la usa sistematicamente
Priorità 03

Ridurre le inefficienze per recuperare redditività​

Le aziende del settore della salute, in particolare nel settore healthcare, sono soggette a forti pressioni sui margini a causa di un aumento dei costi che non ha una proporzionale crescita della top-line. La crescita dei costi dei prodotti servizi (39%), combinata con una scarso potere di determinazione dei prezzi/tariffe (34%) e con elevate inefficienze organizzative (17%) sono considerati i principali fattori in grado di minare la sostenibilità delle aziende.

Attivare importanti programmi di trasformazione e ottimizzazione operativa, basati su automazione e digitalizzazione dei processi è la chiave per liberare risorse e recuperare redditività. 

Principali fattori di rischio per la sostenibilità delle aziende del settore HI Global

"Grafico che elenca i principali fattori di rischio per la sostenibilità delle aziende del settore HI a livello globale, suddivisi in tre categorie. Fattori esterni: cambiamenti normativi (48%), aumento dei costi (36%), scarso potere di determinazione dei prezzi (34%), cambiamenti tecnologici (28%), concorrenza (27%), rischio supply chain (25%), altri rischi esterni (21%). Fattori interni: difficoltà ad attrarre e trattenere talenti (24%), difficoltà post-acquisizione (22%), mancanza di competenze digitali (17%), inefficienze organizzative (17%), difficoltà strategiche (16%), turnover elevato (12%). Fattori misti: altro (10%)."
Priorità 04

Cogliere le opportunità offerte dalla GenAI

 ​I CEO HI a livello globale sono fiduciosi e considerano l’intelligenza artificiale un importante motore della trasformazione delle proprie aziende nei prossimi anni: oltre la metà si aspetta che la GenAI aumenterà la redditività e l’efficienza dell’azienda e dei propri dipendenti nei prossimi 12 mesi. Anche i CEO HI italiani mostrano elevati livelli di fiducia rispetto all’adozione dell’intelligenza artificiale: oltre 4 CEO su 5 dichiarano di fidarsi del suo utilizzo all’interno della propria azienda, dato al di sopra della media globale (73%).

Il cambiamento tecnologico e i rischi informatici ad esso associati sono però anche un elemento di forte preoccupazione per i CEO italiani del settore Health, che li indicano come due delle principali minacce per le aziende, che incontrano ancora diverse difficoltà nel comprendere e sfruttare a pieno il potenziale della GenAI.

"Grafico che confronta l’adozione della GenAI nei prossimi 3 anni tra i CEO italiani e globali del settore Health, suddivisa per ambiti: piattaforme tecnologiche, processi aziendali, strategia core, forza lavoro e competenze, sviluppo di nuovi prodotti e servizi. In Italia, l’adozione moderata o estesa varia dal 62% al 94%, mentre a livello globale varia dal 68% all’85%. Il testo evidenzia che il cambiamento tecnologico e i rischi informatici sono percepiti come minacce principali dai CEO italiani, che faticano a comprendere e sfruttare il potenziale della GenAI."
Priorità 05

​Sfruttare l'M&A come leva di crescita e trasformazione dei modelli di business

Anche se il numero delle operazioni è inferiore a quello dello scorso anno, i CEO del settore mostrano di voler continuare ad investire: oltre il 60% in Italia e il 47% nel mondo dichiara di voler effettuare da 1 a 4 operazioni nei prossimi 3 anni. Inoltre, il 23% dei CEO dell’Health a livello globale identificano nell'M&A un fattore che impatta la sostenibilità economica a lungo termine delle loro imprese.

La leva del M&A rimane fondamentale per la trasformazione del modello di business e per sostenere le strategie di crescita.

"Due grafici a barre che confrontano le percentuali relative alle attività di M&A tra CEO HI a livello globale e in Italia. Il primo grafico mostra la percentuale di CEO che ha effettuato un'acquisizione importante negli ultimi 3 anni: 28% a livello globale e 33% in Italia. Il secondo grafico mostra le intenzioni future di M&A: il 30% dei CEO globali e il 15% di quelli italiani non prevede operazioni (0), il 42% globale e il 47% italiano prevede da 1 a 4 operazioni, mentre il 18% globale e il 12% italiano prevede più di 4 operazioni."

La 'PwC Italian M&A Trends in Health Industries e Outlook 2025' registra un rallentamento a due cifre delle operazioni in numero e valore nel settore in Italia, in linea con il trend globale. Ma l'outlook è più ottimistico nonostante le turbolenze geopolitiche. Il mercato è ancora frammentato, gli operatori sono dinamici, il settore resta tra i più attrattivi, i Private Equity sono sempre più interessati. L'M&A continuerà ad essere una leva di crescita, di creazione di valore e vantaggio competitivo sia per le aziende del settore healthcare che per quelle pharma e life sciences.

Andrea Fortuna Partner - PwC Italia Health Industries leader
Priorità 06

Trasformarsi ora per navigare il cambiamento nel lungo periodo

Negli ultimi 5 anni solo il 28% dei CEO HI a livello globale e il 30% a livello italiano afferma di aver iniziato a competere in nuovi segmenti. Le azioni di trasformazione più comuni intraprese negli ultimi 5 anni sono lo sviluppo di prodotti o servizi innovativi e la collaborazione con altre organizzazioni

Questa propensione all’investimento però non basta: in Italia solo il 5% del fatturato negli ultimi 5 anni è derivato da nuove attività distinte da quella principale. I CEO che hanno intrapreso più azioni di trasformazione del proprio modello di business riportano un profit margin più alto, ma serve una strategia che acceleri il cambiamento e permetta di cogliere tutte le possibilità di crescita potenziali.
 

"Grafico a barre che mostra la percentuale di CEO che hanno implementato azioni di reinvenzione negli ultimi 5 anni, confrontando Italia e dati globali. Le azioni includono: sviluppo di prodotti o servizi innovativi (Italia 48%, Global 44%), accesso a nuovi bacini di clienti (Italia 27%, Global 30%), collaborazione con altre organizzazioni (Italia 27%, Global 36%), nuovi modelli di pricing (Italia 27%, Global 26%), nuove vie di accesso al mercato (Italia 24%, Global 22%)."

Anche quest'anno i CEO dei nostri clienti del settore Healthcare e Life Sciences ci hanno dato la loro prospettiva, delineando un quadro di grandi cambiamenti in cui reinventarsi è un’esigenza vitale. Se ancora pochi sono quelli che si sono mossi per competere in altri segmenti, lo sviluppo di prodotti e servizi innovativi è invece il focus di chi si sta trasformando. Ancor più che all’estero, la mancanza di lavoratori con le competenze necessarie minaccia la capacità delle imprese italiane di rimanere competitive: da qui l’importanza della formazione e l’esigenza di sfruttare il potenziale della GenAI per recuperare efficienza.

Andrea Alessandri Partner - PwC Italia Responsabile Health Services