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La 29ª Global CEO Survey restituisce un quadro articolato del settore Health Industries, mettendo in luce come i leader del comparto si muovano oggi in un contesto caratterizzato da opportunità di crescita e livelli elevati di incertezza.
A livello globale sono stati intervistati circa 300 CEO del settore, di cui 30 in Italia. I risultati evidenziano una visione complessivamente positiva sul futuro, alimentata da una domanda crescente e da nuove opportunità legate alla tecnologia e ad investimenti in nuovi settori.
Allo stesso tempo, emergono con forza alcune criticità: ritardi nell’adozione dell’intelligenza artificiale, mancanza di competenze chiave e difficoltà organizzative rischiano di rallentare la trasformazione. In questo contesto, il settore è chiamato a un profondo ripensamento dei modelli di business, per restare competitivo in uno scenario in rapida evoluzione.
Le priorità dei CEO del settore Health Industries riflettono la necessità di bilanciare gestione del rischio e trasformazione. Tra le minacce principali indicate dai CEO del settore HI in Italia per il FY26 emergono inflazione, cambiamento tecnologico, carenza di competenze e rischi informatici.
Non sorprende dunque che i leader italiani e globali del settore si interroghino sulla propria capacità di evolvere abbastanza velocemente per stare al passo con l’innovazione tecnologica e con le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale.
L’intelligenza artificiale è ormai riconosciuta come una leva chiave per il futuro del settore. Tuttavia, i dati mostrano ancora un significativo divario tra ambizione strategica e reale capacità di implementazione.
A livello globale, quasi il 50% delle aziende HI non dispone di una roadmap strutturata per l’adozione dell’IA. Mentre in Italia il livello di implementazione risulta ancora più limitato, sia nei processi interni sia nello sviluppo di nuovi servizi e nel miglioramento dell’esperienza dei pazienti.
Nonostante una crescente consapevolezza del valore della tecnologia, molte organizzazioni si trovano a operare in un ecosistema non ancora maturo:
Uno degli elementi più rilevanti che emerge dalla survey riguarda il ruolo cruciale del capitale umano. La trasformazione tecnologica non può infatti prescindere da competenze adeguate e da una cultura organizzativa orientata al cambiamento.
In Italia, la mancanza di skill rappresenta una delle principali barriere: il 46% dei CEO italiani ritiene che la mancanza di competenze sia il principale ostacolo all’adozione dell’IA, mentre una larga parte dichiara di avere una limitata comprensione dell’impatto dell’innovazione sul proprio settore ed evidenzia un deficit nei processi decisionali basati sui dati.
Questo scenario sottolinea come il capitale umano non sia solo un abilitatore, ma un fattore determinante per garantire crescita sostenibile, performance e capacità di evoluzione nel lungo periodo.
Il settore Health sta progressivamente ampliando il proprio perimetro, spingendosi verso nuovi ambiti di mercato e modelli di business ibridi.
In Italia, quasi la metà dei CEO HI dichiara di aver già intrapreso attività in nuovi settori, segno di una crescente apertura verso opportunità esterne al core business tradizionale.
A livello globale, questa tendenza si traduce in risultati concreti: circa due terzi delle aziende generano una quota significativa dei ricavi da attività sviluppate in ambiti nuovi o adiacenti.
La contaminazione tra settori, pur aumentando la pressione competitiva, rappresenta quindi una leva fondamentale per intercettare nuove fonti di crescita.
"La contaminazione fra settori diversi, non necessariamente limitrofi, offre opportunità tangibili, ma incide sull’intensità della pressione competitiva e richiede scelte per ripensare i modelli di business tradizionali. Alcune aziende stanno già trasformando strategie e modelli, per competere in un contesto che evolve rapidamente, ma molte altre faticano a tenere il passo soprattutto nella capacità di tradurre l’innovazione tecnologica in cambiamento reale."
Per accelerare il cambiamento e colmare rapidamente i gap, in particolare sul fronte tecnologico e delle competenze, le operazioni di M&A si confermano uno strumento centrale.
Nel settore italiano Health Industries emerge una forte propensione alle acquisizioni, con una quota significativa di CEO che prevede operazioni rilevanti nei prossimi anni.
L’M&A consente infatti di:
Nonostante la complessità del contesto, una delle principali criticità riguarda la limitata attenzione al lungo termine. I CEO HI dedicano ancora gran parte del tempo a decisioni operative e di breve periodo, mentre la capacità di anticipare le disruption resta contenuta.
Solo una minoranza dei leader italiani ritiene infatti di essere realmente in grado di prevedere e guidare i cambiamenti futuri.
Per affrontare le trasformazioni in atto, demografiche, tecnologiche e sociali, diventa quindi essenziale rafforzare una visione strategica di lungo periodo, capace di ridefinire modelli di business, servizi e posizionamento competitivo.
“La portata, la velocità e la potenza dei trend in atto (demografici, tecnologici, di innovazione, di ruolo e aspettative degli utenti, etc.) stanno trasformando ogni settore, ma assumono un'importanza particolare in quello della salute e pongono una serie di sfide significative ai leader del settore sanitario. Questi devono andare oltre i cambiamenti incrementali e non limitarsi ad aggiungere nuove tecnologie ai modelli preesistenti, ma devono abbracciare un approccio alla trasformazione che ripensi i modelli di business, il posizionamento delle loro aziende rispetto alle esigenze di salute delle persone, il tipo di servizi da offrire, quali tecnologie adottare.”
Il settore Health Industries si trova oggi di fronte a una trasformazione profonda, che richiede alle organizzazioni di superare logiche incrementali e abbracciare un approccio più ampio e strutturale al cambiamento.
Le aziende che sapranno integrare tecnologia, competenze e visione strategica saranno quelle in grado di trasformare l’incertezza in opportunità, guidando l’evoluzione del settore e creando valore nel tempo.
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