Report Calcio 2012

L’edizione 2012 che fotografa quanto accaduto nel calcio professionistico nella stagione sportiva 2010/2011, è stata presentata alla presenza di Piero Gnudi Ministro per gli Affari regionali, il Turismo e lo Sport, Giancarlo Abete Presidente FIGC, Giovanni Petrucci Presidente del Coni e di Enrico Letta Segretario Generale di Arel.

Dal punto di vista economico e finanziario, ne emerge un’industria del calcio professionistico italiano in piena transizione. Una trasformazione richiesta dalla crisi dei mercati finanziari, dalla necessità di attrarre investitori e sponsor internazionali, dalla ricerca di modelli di governance alternativi e dalle sfide del Financial Fair Play.

Sebbene nell’ultima stagione sportiva il sistema professionistico in Italia abbia prodotto significativi ricavi aggregati, circa 2.5 miliardi di euro, alcuni impatti derivanti da fattori macroeconomici e regolamentari si sono già manifestati. Esempi ne sono il consolidamento di una perdita aggregata pari a 428 milioni di euro, la riduzione dei ricavi da ingresso stadio (- 8%) e delle plusvalenze per cessioni di calciatori (- 2,8%).

Numerose sono le società che hanno avviato azioni di contenimento dei costi e di riposizionamento strategico. Nel periodo esaminato, per esempio, il costo del lavoro diminuisce sorprendentemente rispetto a crescite medie annuali del passato. Il valore della produzione però stenta a crescere, aumentando così sempre di più il gap con i grandi club stranieri.

Dato che i ricavi saranno l’elemento che permetterà alle società di spendere ed investire nel rispetto del Financial Fair Play, se non ci sarà crescita del sistema su questo fronte è sempre più difficile ipotizzare un ritorno alle grandi performance sportive che hanno caratterizzato il nostro recente passato.

E’ indubbio, pertanto, che il prossimo futuro sarà fondamentale per concretizzare e mettere a frutto il cambio di strategia recentemente avviato, nella speranza che il contesto economico e politico possa migliorare e facilitare un rilancio del nostro sistema.

Ci auguriamo, dunque, che la gente torni con più entusiasmo allo stadio, che siano create infrastrutture capaci di accogliere ed attrarre nuovi tifosi ed investitori e, soprattutto, che il talento di tanti nostri giovani si manifesti più velocemente e con più intensità rispetto al passato.

Sostenere la crescita di giovani campioni è un passaggio obbligato per rendere efficace questa fase di transizione del nostro sistema.