REACh e l’industria tessile

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L’Italia è il primo produttore europeo di prodotti tessili, seguita da Germania, Regno Unito, Francia e Spagna, e, a pari merito con gli Stati Uniti è il secondo fornitore mondiale di prodotti tessili dopo la Cina. Tuttavia, al di là delle quote di mercato, l’industria tessile è un’attività economica che caratterizza il nostro paese da diversi secoli e continua ad avere un ruolo determinante nell’mmagine mondiale del made in Italy.

Allo scopo di ridurre l’impatto sull’ambiente e tutelare la salute dei consumatori, l’Unione Europea agisce da tempo sia sul fronte normativo che su quello della promozione di marchi di qualità ambientale. Rispetto a questo scenario, il regolamento REACH, entrato in vigore il 1 giugno 2007, costituisce un ulteriore progresso verso gli obiettivi di tutela della salute e dell’ambiente, rendendo obbligatoria la registrazione di sostanze chimiche e restringendo l’uso professionale alle sole sostanze chimiche registrate per quel particolare uso.

Quest’obbligo presenta inoltre significative ripercussioni sia sull’importazione di prodotti chimii che sull’importazione di articoli o semilavorati, che si troveranno ben presto a dover pagare un significativo prezzo in termini di immagine, qualora non rispondenti alle normative europee.

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