Nel mercato italiano, le aziende del settore Retail & Consumer goods (vendita al dettaglio e beni di largo consumo) hanno minori opportunità di crescita e di sviluppo dei margini di profitto come conseguenza di un mercato maturo, del rallentamento della crescita demografica e di clienti più attenti alla qualità e meno fedeli.
Bisogna inoltre considerare la crescita della competizione nei mercati, lo sviluppo di canali di vendita alternativi, la sovrapposizione di ruoli tra fornitori e retailer, e, in modo particolare per i produttori di beni di largo consumo, un maggior potere contrattuale della grande distribuzione.
Di conseguenza, il focus strategico del settore si sta spostando verso le economie emergenti che offrono opportunità di crescita attraverso global sourcing e lo sviluppo del modern retailing.
D’accordo con la 11^ Annual Global CEO Survey, le aziende del settore retail potrebbero esplorare nuove opportunità di reddito anticipando i bisogni dei consumatori e identificando nuovi mercati e canali di distribuzione, e nel contempo vigilare sui costi.
In aggiunta, dovuto alle sempre maggiori richieste degli investitori e all’incremento della legislazione in materia oggi in vigore, il settore Retail & Consumer goods sta sperimentando sempre maggiori vincoli legislativi e regolamentari. Questo implica, ad esempio, la predisposizione dei dati di bilancio secondo gli IFRS; inoltre l’entrata in vigore dal 1 giugno 2007 di una nuova legislazione europea chiamata
“Registration, Evaluation and Authorisation of Chemicals (REACH)” implica maggiori controlli interni sui processi e la necessità di accurate procedure di risk management.