Global Crime Survey 2007 - Italy

Quanto sono diffuse le Frodi? A quanto ammontano i danni provocati da questi fenomeni? Chi le commette? Quali sono i settori più a rischio? Esistono realmente tecniche o strumenti in grado di mitigare il rischio di frode?

Al fine di fornire una risposta a questi interrogativi, PricewaterhouseCoopers ha realizzato in collaborazione con la Martin-Luther Universitat Hale Wittemberg (Germania) la IV edizione del “Global Economic Crime Survey” che, attraverso l’analisi di oltre 5.400 società in 40 Paesi (di cui 128 italiane), analizza la diffusione delle frodi, l’efficacia delle misure di rilevazione e di prevenzione, nonché la loro evoluzione in Italia, in Europa e nel mondo.

 

Le frodi finanziarie si confermano una criticità a livello mondiale. Dal 2000, anno in cui PwC ha lanciato la prima edizione della Survey mondiale sulle frodi economiche la diffusione del fenomeno frodi non è diminuita. Ciononostante la maggior parte delle società, sia in Italia sia negli altri paesi, sono fiduciose che le misure di controllo adottate siano sufficienti a limitare il rischio di frode in futuro. In Italia, ad esempio, il 63% delle società intervistate ritiene poco probabile di poter essere soggetta a frodi economiche nei prossimi due anni.

L’addendum italiano mette in evidenza come il 35% delle aziende intervistate dichiara di essere stata vittima di frodi finanziarie negli ultimi due anni, in aumento rispetto al dato 2005 (25%). In media le perdite per le aziende derivanti da frodi sono aumentate del 40% circa nell’ultimo biennio sia a livello Italiano sia mondiale. Il valore delle perdite medie subite per le aziende italiane è passato da 3,3 mln $ (2005) a 4,4$ (2007).



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